“NUDE” Di Letizia Battaglia & Roberto Timperi

CONTEMPO FESTIVAL 2019 | NOTHING ELSE  – V edizione

Art/Music

“NUDE” Di Letizia Battaglia & Roberto Timperi a cura di Valentina Iacovelli.

Rassegna  CONTEMPO FESTIVAL 2019 Festival di Musica e Arte Contemporanea V°edizione 

27 agosto al 1 settembre 2019 – Conversano  

Tema della quinta edizione , NOTHING ELSE. Ovvero “Nient’altro” che quello che serve, l’andare verso l’essenziale delle cose, togliere l’inessenziale, l’inutile, il  voluttuario.

La mostra “NUDE” di Letizia Battaglia e Roberto Timperi , è stata presentata in Contempo festival 2019 .
“Nude”
, questo il titolo della mostra, si traduce in una riflessione fotografica sul corpo, affrontata dai due artisti secondo il proprio stile. Un percorso di scatti poetico e graffiante, Roberto esalta le “emozioni trasversali” dei suoi soggetti, legate ad un rapporto col corpo fuori dall’ordinario, Letizia in queste rielaborazioni rinnega le foto precedenti legate alla violenza mafiosa per restituirci la sua visione di nudo femminile. “Ho scelto le donne perché sono un messaggio di vitalità contro la morte, le donne osano di più, rischiano di più e fanno anche più fesserie degli uomini”, dice Battaglia.

Un progetto gratificante e ricco di magia, le opere esposte raccontano donne nude sovrapposte ai suoi scatti di mafia, una mostra dove è stato volutamente un inclusione nella città, irrompere nell’ordinario non la semplice  esposizione. Cercando di dialogare quasi esclusivamente sul piano intellettuale con l’osservatore, di stimolare il pensiero piuttosto che le loro emozioni. Con la voglia di dare uno scossone, di smuovere le nostre certezze, di disorientarci, frammentando o modificando le sovrastrutture o le strutture imposte. il mondo dell’arte in spazi non “esclusivi” per dare voce all’Arte e al contempo interrogarsi sulle tematiche più attuali . 

letizia battaglia affissione stradale

Ecco questo era l’obbiettivo finale

Intervento urbano con Affissione Stradale  su plance comunali manifesti su carta 100×140 e 200×100, Gigantografia  250x150m esposta in Piazza Castello Conversano, ed esposizione nelle sale interne del Castello Acquaviva D’Aragona di Conversano , 

Inventario – Gianni Leone

Gianni Leone
Banner Gianni Leone

CONTEMPO
Produzioni per l’Arte e la Cultura Contemporanea. 
Presenta in collaborazione con il Museo fondazione Pino Pascali 

“Inventario”

GIANNI LEONE

a cura di Valentina Iacovelli

“Collezione Fondazione Museo Pino Pascali” 

Dal 03 Marzo al 03 Aprile 2022

Vernissage 03 marzo 2022 ore 18.00 

Ex Chiesa di San Giuseppe
via San Giuseppe 6/9 Conversano

Contempo porta per la prima volta a Conversano, in collaborazione con la Fondazione Museo Pino Pascali, una mostra dedicata alle fotografie di Gianni Leone, dagli anni settanta ad oggi.

Per l’occasione saranno esposte anche un ciclo di foto inedite che ritraggono una Conversano insolita , silenziosa e quasi sospesa nel tempo. Leone riprende dalla sua memoria personale i ricordi di una città vissuta da sfollato durante la Guerra insieme alla sua famiglia. I vicoli silenziosi, ieri come oggi, senza tempo,  luci e le ombre riemergono dal lontano passato. Le strade, l’architettura, i tanti volti delle città del nostro territorio mediterraneo concorrono a costruire  un’idea dei luoghi da lui vissuti  o attraversati di passaggio. Come Flaneur, colui che guarda come colui che guarda e passeggia a passi leggero verso l’ aperto.; Si traduce in punto d’incontro tra il mondo esteriore e il mondo interiore.

(Gianni Leone) 

Dagli anni settanta ad oggi il fotografo pugliese, tra i più importanti sulla scena nazionale, racconta  frammenti di vita quotidiana e luoghi, intimi, dove il tempo sembra sospeso, ambienti un tempo abitati, oggetti, ricordi, il semplice guardare fuori dalla finestra. Dai suoi scatti si evince una sensibile poetica e traspare una narrativa che supera gli stereotipi per giungere ad un realismo lirico.

(Gianni Leone) 

Gianni Leone si accosta alla città e al paesaggio secondo una modalità più intima e introspettiva, lasciandosi catturare  dalle micro storie del quotidiano, dal ricordo, dalle luci e dalle ombre del nostro Sud. Ne coglie il lato più intimistico e metafisico dei luoghi fotografati, raccontando più di quanto si possa vedere.

Il progetto Contempo Winter realizzato da Contempo produzione per l’Arte e la Cultura Contemporanea, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Di Vagno (1889-1921), la Fondazione Museo Pino Pascali, Città MetropolitanaPromosso da  Regione Puglia “PiiiL Cultura in Puglia”, Città Metropolitana di Bari, Comune di Bari, Comune di Conversano, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. 

Gianni Leone

Nasce nel 1939 a Bari, nella cui Università ha insegnato Storia delle dottrine politiche. Inizia a fotografare nel 1979 nel contesto di un’intensa attività di animazione culturale: dal 1981 al 1985 dirige la galleria Spazio Immagine dove espone la prima ricerca, Letture, e fino al 1983 promuove gli “Incontri di Spazio Immagine”, intesi cicli di conferenze e letture, affiancati da esposizioni monografiche, di respiro nazionale e internazionale. Tra gli altri invita Luigi Ghirri, Mario Cresci, Giovanni Chiaramonte – che lo invita alla collettiva Luogo e identità della Fotografia contemporanea Europea(1982) – e Guido Guidi. La sua opera fotografica, centrata su una personalissima declinazione della ricerca critica del linguaggio dell’immagine e della memoria, si dispiega in più di trent’anni di viaggi, spesso ritorni, raccontati con fotografie in bianco e nero e poi, dal 1994, a colori. Ha svolto collaborazioni e ricerche come Fasti barocchi (sul barocco napoletano, 1984), il fondamentale Viaggio in Italia, Giardini d’Europa (1988), Ritorno al mare(1994), Nuovo Paesaggio italiano (1998), Mediterranea, Verdee Vintage (2005, 2008), e le più recenti Poi (2010) e Casa Ghirri (2011),intense riflessioni sugli spazi della perdita. Leone continua a realizzare i suoi Vaghi Paesaggi, vedute del vagabondare, della bellezza, dell’indeterminazione splendida e continuamente mutevole dall’esterno in cui, imperfettamente, ci si specchia. Nel 2016 su invito della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare espone una mostra di oltre 100 fotografie in bianco e nero e colore dal titolo Inventario. Ancora nel 2016 Beppe Sebaste lo invita alla collettiva che inaugura la sua Stanza/Ci sono cieli dappertutto a Narni. Sempre a Narni, nel 2017, è ancora Sebaste che espone per la prima volta La casa e le stagioni, per ricordare di Luigi e Paola Ghirri le foto scattate nel casale di Roncocesi da Gianni Leone, Daniele De Lonti e Vittorio Fossati. Nel 2019, ancora nella Fondazione Pino Pascali, partecipa alla mostra Viandanti a Suda cura di Rosalba Branà.

Gianni Leone

(Gianni Leone) 

In Giro per Bari – Rocco Errico

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“In Giro per Bari”

Mostra di fotografia di Rocco Errico

dall’archivio della Fondazione Giuseppe Di Vagno (1889-1921)

dal 24 Febbraio al 13 Marzo

Ex Palazzo delle Poste, piazza Cesare Battisti 1, Bari

a cura di Valentina Iacovelli

Al via un’edizione speciale di Contempo. il progetto dedicato alle produzioni per l’arte e la cultura contemporanea di Valentina Iacovelli inaugura una fase invernale portando per la prima volta a Bari i lavori di Rocco Errico. Un viaggio di immagini per la Bari degli anni settanta con le preziose fotografie dell’artista, patrimonio della Fondazione Di Vagno di Conversano, che grazie a Contempo, saranno esposte in mostra dal 24 febbraio al 13 marzo a Bari, presso l’ex palazzo delle Poste.

Rocco Errico è stato uno dei reporter più noti degli anni ottanta, ha espresso la sua passione civile e sociale militando nel PSI e ritraendo con la sua macchina fotografica la vita, la sofferenza, le vicende delle persone comuni, con una naturale preferenza per quelle meno fortunate. In questa mostra dal titolo “In giro per Bari” si possono ammirare i suoi reportage dedicati al capoluogo pugliese. Una ventina di scatti del 1971 che testimoniano la storia e l’anima della città di Bari nelle espressioni quotidiane abituali e nelle sue evoluzioni. Lo sguardo va dal basso verso l’alto, dall’alto verso il basso di incroci di strade di una Bari che non c’è più e questo crea un effetto di grandiosità. La raccolta è stata dichiarata di interesse storico particolarmente importante dalla soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia e della Basilicata nel 2019.

(Rocco Errico – Bari 1971) 

In accostamento alle foto di Rocco Errico la curatrice, Valentina Iacovelli, ha selezionato il lavoro di Silvestro Simeone, reporter di Locorotondo, classe 1990. 

“la scelta di confrontare lo sguardo di una nuova generazione di artisti con quella del passato è interessante. Il confronto mette in dialogo le pratiche del passato con quelle più recenti. Le foto di Errico del ‘71 e gli scatti di Simeone hanno lo scopo di documentare il continuo movimento delle persone, delle macchine e il  movimento della vita nelle strade di Bari”. Testimone di un cambiamento radicale, la fotografia è protagonista, sempre più consapevole, dell’attuale panorama sociale, politico e culturale. In risalto le opportunità linguistiche espressive proprie della forma fotografica, che non è semplicemente legata alla riproduzione dello spazio e del tempo in quanto tali ma piuttosto alla forma e alle sostanze delle idee.

Silvestro-Simeone

(scatto di Silvestro Simeone) 

Contempo Winter continuerà a Conversano, in collaborazione con la Fondazione Museo Pino Pascali, con una mostra dedicata alle fotografie di Gianni Leone. Il fotografo di origini pugliesi, dagli anni settanta ad oggi,  è famoso per la sua ricerca dei paesaggi italiani e pugliesi. Il suo stile peculiare lo ha reso precursore di un metodo. In mostra anche le foto scattate a Conversano.
Gianni Leone insieme ai suoi colleghi Luigi Ghirri, Mario Cresci, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramonte ha contribuito al rinnovamento dell’iconografia della fotografia italiana, ribaltando stereotipi e luoghi comuni sul Bel Paese.

Il progetto Contempo Winter realizzato da Contempo produzione per l’Arte e la Cultura Contemporanea, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Di Vagno (1889-1921), la Fondazione Museo Pino Pascali, Città MetropolitanaPromosso da  Regione Puglia “PiiiL Cultura in Puglia”, Città Metropolitana di Bari, Comune di Bari, Comune di Conversano, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. 

autoscatto rocco errico

(Rocco Errico) 

Rocco Errico (Livorno 1933 – Bari 1987) 

Nel 1963 si iscrive al Partito Socialista Italiano e la sua vita viene caratterizzata da questa doppia vocazione, che si intreccerà perfettamente: Rocco esprime la sua passione civile e sociale militando nel PSI e insieme testimoniando con le sue foto la vita, la sofferenza, le vicende delle persone comuni, con una naturale preferenza per quelle meno fortunate. Rocco degli anni ’60 è un fotografo apprezzato per i suoi ritratti, per la perfezione e la coerenza dei giochi di luce: i volti e gli oggetti sembrano obbedire ad un’armonia intrinseca, ad una razionalità euclidea. Rende omaggio a sua moglie Noemi con decine di ritratti irripetibili. Ma negli anni ’70 affiora la sua vera vocazione: il reportage, la fotografia che racconta storie di vita ed impietosamente indica e denuncia contraddizioni insopportabili. Bambini di Bari vecchia, vecchi abbandonati in ospizi, cimiteri di guerra, sono i servizi fotografici con i quali ottiene consensi e diversi premi a livello nazionale. Insieme ai suoi reportage, Rocco ama riprendere anche le persone ed i volti più noti, quelli che “fanno la storia”, ma sempre con uno stile personalissimo e sovente ritraendoli in momenti e gesti inconsueti, giocando mirabilmente con il bianco/nero e riportandoli a una dimensione di persone comuni. Si ricordano le sequenze dedicate ad Andreotti, Craxi, De Martino, Lama, Nenni e quella scattata ad un concerto di Mina. Famosissimo il suo reportage ai funerali di Pietro Nenni, dedicato ai volti ed alle storie dei militanti del PSI giunti con le loro bandiere da ogni parte d’Italia. Rocco Errico firma inoltre tutte le foto di scena del Teatro Abeliano. All’inizio degli anni ’80 è ormai un fotografo affermato e uno dei più noti fotoreporter italiani. Il suo entusiastico impegno sociale, la sua arguzia di osservatore dei costumi gli fanno guadagnare collaborazioni con riviste e quotidiani. Nel pieno della vita, giunto a una straordinaria maturazione intellettuale ed artistica, al pieno e sereno equilibrio di quella miscela di interessi e passioni sulla quale ha fondato la sua esistenza e cioè famiglia, lavoro, politica, fotografia, cede ad una malattia che, nel breve volgere di due mesi, lo vince il 27 agosto del 1987. 

Silvestro Simeone 

13 anni di esperienza in campo fotografico. Vanta la collaborazione con l’associazione u Juse per la vittoria del premio New European Bauhouse in Italia, dove ne cura tutt’ora la parte fotografica e supervisiona quella video del festival “Esseri Urbani”. 
Esposizione ad “Artefiera”, notte bianca a Bologna nel 2018 in Vicolo Bianchetti 8.
Direttore della fotografia per il docufilm Petrolio diretto da Silvio Giannini nel 2018.
Pubblicazione del libro fotografico monocromatico “San Rocco a Mezzodì” in collaborazione con Giuseppe Carrieri, edito da Pietre Vive Editore.
La sua passione per la fotografia è nel continuo studio di essa diretta sui libri, è bello ogni tanto si diverte a riesumare una pin-hole per delle foto che sono pezzi unici, sia per il valore cosmico che per la loro irriproducibilità analogica. 
Ama per lo più la semplicità della strada per esprimersi fotograficamente.
Assistente fotografo presso lo studio “Foto -G-” dai 16 fino ai 24 anni, dove si realizzano foto di eventi e still-life per cataloghi, sviluppo e stampa in camera oscura. Free-lance dai 24, tra il panorama festival pugliese e Bologna per collaborazione varie con “Yoox”, “Airbnb”, “Arte sotto i portici” e “Artefiera”. 

www.silvestrosimeone.it

Silvestro Simeone

(Silvestro Simeone) 

MEDIMEX 2021

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“3D WAVES”opera installativa di Hermes Mangialardo a cura di CONTEMPO 

MEDIMEX 2021

TARANTO dal 15 al 19 Settembre 2021 

Video Installazione videoMapping 3D – Castello Aragonese di Taranto  a cura di Contempo

 3D WAVESopera tridimensionale di Hermes Mangialardo – video mapping a cura di Valentina Iacovelli produzione di CONTEMPO, produzioni per l’Arte e la Cultura Contemporanea.

“3D WAVES” MEDIMEX 2021 – di Hermes Mangialardo a cura di Valentina Iacovelli e produzione CONTEMPO, produzioni per l’Arte e la Cultura Contemporanea. MEDIMEX 2021 – TARANTO dal 15 al 19 Settembre 2021 video Mapping 3D – proiettato sulla facciata del Castello Aragonese di TARANTO. Un rimando di suoni e immagini nel mondo della musica NEW WAVE movimento culturale e artistico dalle influenze punk, senza però fare musica punk. Non una semplice carrellata di foto ma un viaggio in 3D dentro i brani proposti. Un’ attenta analisi di studio del tema dell’evento, per cui viene costruito lo spettacolo, una serie di effetti ed un vero racconto tridimensionale, tra il periodo storico scelto e il luogo, il suggestivo Castello Aragonese di Taranto. 3WAVE di Hermes Mangialrdo a cura di Valentina Iacovelli e produzione di CONTEMPO Arte e Cultura CONTEMPORANEA intervento dedicato ed esclusivo per il MEDIMEX 2021 rassegna internazionale di musica progetto di Puglia Sounds. Mapping dedicato ad un epoca d’oro del pop/rock, che ha amalgamano i suoni oscuri e decadenti del Gothic per arrivare ai colori sgargianti della “New Wave”; tema scelto da questa edizione MEDIMEX 2021. Uno sguardo più attento verso quelli che erano gli stilemi che rappresentavano l’estetica delle band trattate, ma anche approfondendo sui “testi”delle canzoni trattate e scelte dal direttore artistico del Medimex – Cesare Veronico , (Es: Bauhaus e Siouxie) ma anche forti elementi di contrasto, sia musicale (Bela lugosi’s dead – Happy house) che stilistico.

Titoli Scaletta musicale
Simple Minds – New Gold Dream
The Style Council – “My Ever Changing Moods”
Soundgarden – Black hole Sun
New Order – Blue Monday
Siouxsie & The Banshees – Happy House + Arabian Nights
The Sound – I can’t escape myself
The Bauhaus – bela lugosi’s dead
Cult – She sells Sanctuary
Nina Hagen – African Reggae
Ultravox – Vienna

Contempo Festival 2021 – Special Edition

Contempo Festival - Special Edition

 “CONTEMPO FESTIVAL 2021” – 10 agosto 2021 – Conversano. Un’unica data per un intervento inclusivo nella città di Conversano. Sono intervenuti gli artisti Pierluca Cetera e Veronica Liuzzi.

L’intervento mira a creare connessione tra gli artisti internazionali e la cittadinanza. Con particolare attenzione alle tematiche della vivibilità degli spazi pubblici, della fruibilità e della partecipazione della cittadinanza ai processi di riqualificazione e trasformazione degli spazi cittadini. Intervento di Arte Urbana opera site specific proiezione sulla facciata del Castello Acquaviva di Conversano e performance Multimediale dal vivo nel borgo antico della città di Conversano

“CONTEMPO FESTIVAL –SPECIAL EDITION – 10 AGOSTO 2021” – Conversano, intervengono Pierluca Cetera con le opere pittoriche dal titolo “Gli Ospiti” videoproiezione animata- facciata del Castello Conversano- e in una delle vie del borgo antico intervento live della Performane TEXT di Veronica Liuzzi Organizzazione CONTEMPO.

“GLI OSPITI” di Pierluca Cetera
Proiezione (video mapping) – Castello di Conversano. P.zza Castello

Veronica Liuzzi “Text” Performance Digitale – Via porta Antica della Città

PIERLUCA CETERA “Gli Ospiti”

Estratti di Vita quotidiana, immagini pittoriche di Pierluca Cetera “Gli Ospiti” si alternano in un animazione video proiettata sulla Facciata del Castello Aragonese di Conversano. Le figure decontestualizzate e ricollocate in una nuova composizione visiva diversa dalla semplice esposizione classica.

Installazione Multimediale “TEXT” di VERONICA LIUZZI
opera esclusiva per CONTEMPO

Un’ installazione multimediale site specific che guarda all’altrove dell’intelligenza artificiale, in un parallelismo con la mente umana. L’installazione è costituita da una videoproiezione che ricopre l’ambiente con luce e parole originate, in maniera combinata, dall’uomo e dalla macchina.
Il lavoro di Veronica Liuzzi abbraccia diversi media, tra arte digitale, performance, video arte e fotografia, produzione di videoinstallazioni e di installazioni ambientali nel quale si entra completamente, rimanendone avvolti e catturati. Performance Multimediale prodotta per Matera 2019 , per il Macro Museo di Arte Contemporanea di Roma 2020.

La Forma Del Colore – Iginio Iurilli

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La Forma Del Colore

“La Forma Del Colore”

IGINIO IURILLI

“Installazioni e sculture”

dal 03 Luglio al 31 Ottobre

Castello Carlo V – Monopoli
a cura di Lorenzo Canova

“Pittura – Scultura – Pittura”
dal 10 Luglio al 31 Agosto
Galleria Cattedrale – Conversano
a cura di Carmelo Cipriani

S’intitola “La forma del colore” la personale di Iginio Iurilli, a cura di Lorenzo Canova, allestita nel castello Carlo V di Monopoli dal 3 luglio al 31 ottobre 2021. 
Un’iniziativa del Comune di Monopoli, fortemente voluta dagli assessorati alla Cultura e al Turismo, e organizzata da ContempoProduzioni per l’arte e la cultura contemporanea di Valentina Iacovelli con la collaborazione di Galleria Cattedrale di Conversano, e patrocinata dalla Fondazione Museo Pino Pascali.

È un “Cubo magico” ad accogliere i visitatori della mostra di Iurilli che inaugura il 3 luglio al Castello Carlo V di Monopoli (ore 18.30). Un’istallazione di 3×3 metri con cui interagire e provare a giocare. Una sorta di passaggio “espiatorio” per entrare nella dimensione ludica di questa opera che richiama l’antico gioco della cerbottana. L’istallazione è composta da milioni di coni dipinti con la tecnica dripping a inchiostro colorato. È l’unico elemento pittorico presente nella mostra al Castello di Monopoli dedicata, per la prima volta, esclusivamente alla scultura di Iginio Iurilli.

Cubo Magico

(Cubo Magico – Iginio Iurilli) 

Benvenuti, dunque, a “La forma del colore” dell’artista nativo di Gioia del Colle dedicata alla scultura sperimentale. Iurilli è cresciuto artisticamente come pittore per poi dedicarsi, dalla fine degli anni Settanta all’arte scultorea. La retrospettiva di Monopoli conta 30 opere. Alcuni lavori non sono mai stati esposti in Puglia precedentemente: tra questi “L’ultima cena” presentata nel 2009 a Roma nel complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande. Allestita, in questa occasione, al secondo piano del castello Carlo V di Monopoli “L’ultima cena” si presenta con un tavolo lungo 2 metri con pane nero e piatti, realizzati in terracotta, ognuno dei quali con impressa una lisca di pesce. La riflessione sulla geometria conica che contraddistingue le opere di Iurilli – dopo i coni di carta dell’istallazione “Cubo magico” –  la ritroviamo nel grande riccio viola che fuoriesce da una delle pareti del castello. Intitolata “Amedeo o come sbarazzarsene”, l’opera è stata precedentemente esposta alla 54° Biennale di Venezia – padiglione Italia. La linea continua dei coni si fa più morbida e sensuale in sculture come “Grembo”, superfici ricche di labbra che tra rotondità e morbide curvature, sculture che producono spazio per cavarne l’infinito. Nel novero delle opere esposte va segnalata anche la serie “Oggi ho mangiato”, costituita da piatti realizzati in ceramica smaltata.

(Iginio Iurilli) 

La seconda parte di questa personale, dal titolo Pittura-Scultura-Pittura, a cura di Carmelo Cipriani, avrà il suo vernissage il 10 luglio a Conversano negli ambienti di Galleria Cattedrale. Un allestimento che ricorda il percorso artistico di Iurilli che parte dalla pittura per approdare alla scultura e ritornare alla pittura. Qui sino al 31 agosto saranno esposte le serie di tempere su carta stropicciata e cartone, polvere di quarzo e pitture ad olio sempre su carta stropicciata.

Iginio Iurilli

Iginio Iurilli nasce a Gioia del Colle, vive e lavora a Capurso (Bari). Negli anni Sessanta si iscrive al corso di Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma e ivi si diploma. Nel 1968 assume la cattedra di Ornato disegnato al Liceo Artistico di Bari, successivamente quella di Discipline pittoriche all’Istituto Statale d’Arte. Nei primi anni oltre all’attività pittorica, realizza alcune scenografie per i Teatri Petruzzelli e Piccinni della stessa città. La sua pittura di quegli anni è di stampo figurativo ed evidenzia una spiccata attitudine alle tematiche ecologiche: nascono così quadri su Paesaggi extraurbani degradati dall’incombente presenza di cimiteri d’auto e gomme. Nel 1976, a seguito di una crisi artistica dovuta all’ormai dilagante omologazione di questo genere di pittura e sulla spinta delle Neoavanguardie, inizia una lunga fase di riflessione durata tre anni che lo porterà a prediligere definitivamente la scultura. Inizia così a sperimentare materiali poveri come raspi d’uva, carta, sabbie di deserto, lamiere, legno. Ha esposto in tutta Italia in mostre personali e collettive a carattere nazionale ed Internazionale. Nel 2011 è stato invitato alla 54 edizione della Biennale Internazionale di Venezia (Padiglione Italia-Puglia). Nella stessa ediz. della Biennale di Venezia viene invitato dalla ass. Culturale Eclettica e dal Museo P. Pascali alla mostra collaterale “Pascali ritorno a Venezia sguardo contemporaneo”. Molte sue opere sono esposte in permanenza in diversi Musei in Italia e all’estero oltre che in collezioni private tra cui: Museo Benaki di Atene, Fondazione Pino Pascali di Polignano a mare, La Pinacoteca Provinciale di Bari, Museo di Biella, Museo Must di Lecce. L’arte di Iginio Iurilli conferma l’esistenza di una estrema fragilità immateriale al di sotto della materia. Mentre la curva delle superfici piega l’esterno verso l’interno e mentre lo spazio fisico dimora entro lo spazio simbolico e viceversa, l’opera si mostra nel suo pieno “svolgimento”, immortalando il tempo di una gestazione, di una fioritura, di una marea. Non c’è lavoro che contenga una tensione, uno strappo, una cesura ma sempre una fluida continuità.

Iginio Iurilli

(Iginio Iurilli)